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Mario.S

Moltiplicazione dei pani e dei pesci - Vangelo di Marco 6,30-44 - Bibbia CEI
di Mario.S, 18/06/2009 16.05.00


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La moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo di Gesù descritto nei Vangeli.

I Vangeli di Matteo e Marco riportano due distinti episodi in cui Gesù moltiplicò pani e pesci per dare da mangiare alla moltitudine che lo aveva seguito: nel primo (Matteo 14,13-21, Marco 6,30-44) con cinque pani e due pesci sfamò cinquemila persone, nel secondo (Matteo 15,32&45'44& Marco 8,1-10) con sette pani e "pochi pesciolini" sfamò quattromila persone.

La prima moltiplicazione è riportata anche da Luca (9,10-17) e Giovanni (6,1-14). Si tratta dell'unico miracolo di Gesù, a parte la Resurrezione, ad essere presente in tutti e quattro i Vangeli.

La tradizione cristiana lo ha visto come un preannuncio della ricchezza sovrabbondante dell'Eucarestia (istituita durante l'Ultima Cena), sacramento fondamentale attraverso cui la Redenzione compiuta sulla croce si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi.

Marco 6,30-44

30 Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. 31 Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. 32 Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
33 Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. 34 Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 35 Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; 36 congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». 37 Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». 38 Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci». 39 Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. 40 E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. 41 Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. 42 Tutti mangiarono e si sfamarono, 43 e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. 44 Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.


Commento dai "Discorsi" di San Francesco di Sales:
La storia che la Chiesa ci presenta nel vangelo odierno è un dipinto dai mille soggetti interessanti atti a stimolare la nostra ammirazione e a immergerci nella lode dell’Altissimo. In modo particolare, il vangelo di oggi è il quadro della Provvidenza che Dio ha per tutti gli uomini: non solo per chi lo ama e vive da autentico cristiano, adeguandosi alla sua volontà, ma anche per tutti gli altri, chiunque sia, non credente o ateo. Se non fosse così, alcuni sarebbero perduti in modo irrimediabile.

La Provvidenza divina abbraccia tutti gli umani, in generale. Sappiamo però che Dio ha uno sguardo di predilezione per i figli suoi, intendo per i cristiani. Tra di essi vi è poi sempre qualche gruppetto che merita dal Signore una cura più attenta, una provvidenza specialissima. Lo attesta appunto il vangelo di oggi. Costoro sono quelli che mirano direttamente alla santità, non si limitano ad andare dietro al Signore lungo la via piana delle consolazioni; hanno invece il coraggio di seguirlo nel deserto. di arrampicarsi con lui in vetta al monte scosceso della perfezione.

Parecchi avevano visto nostro Signore istruire le folle, sanare i malati. Eppure non lo seguirono. Non pochi, vedendolo, lo seguirono, ma soltanto fino ai piedi del monte, limitandosi ad accompagnarlo in pianura, per i luoghi facili e agevoli. Però mille volte più fortunati furono coloro che lo videro, lo seguirono non solo fino all’inizio della salita, ma divorati d’amore per lui, ascesero insieme, mossi dall’unica ambizione di piacergli. Così meritarono che il Salvatore avesse cura di loro e imbandisse il miracoloso banchetto della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci. Il Signore ebbe timore che potessero venir meno d’inedia, giacché a lungo lo avevano seguito senza toccare né cibo né bevanda per l’estrema gioia di ascoltarlo e contemplarne i miracoli. Nonostante la reale necessità di riposo e di cibo, quella folla non ci badava, neppure lo lasciava trasparire.

Queste genti che seguono Cristo sono mirabili per il loro completo abbandono nelle mani della Provvidenza divina. Non c’è il rischio che manchino di qualcosa, perché il Signore se ne prenderà cura, lui ne avrà compassione.

Vi prego di considerare la folla che segue il Salvatore fino sul monte: che pace, che tranquillità d’animo in questa gente che va dietro al Salvatore! Non si ode nessun lamento, nessuna critica, eppure sono sfiniti, stretti dai morsi della fame. Soffrono molto, ma non vi badano, tanto sta loro a cuore seguire Cristo dovunque vada.

Chi mira alla perfezione dovrà imitarli con cura, bandendo crucci e ansietà per la propria crescita spirituale. Deve smettere di lamentarsi vedendosi sempre imperfetto. Dio mio! Abbiamo percorso un breve tratto di cammino e ci sentiamo subito esausti; ci sembra che non arriveremo mai abbastanza presto al convito di delizie che nostro Signore ha promesso lassù, in cima al monte celeste. Vorrei suggerire un po’ di pazienza a chi è tanto frettoloso di conseguire la santità. Lascia un po’ l’ansia per te stesso; non trepidare che ti manchi qualcosa. Affidati a Dio, perché egli ha cura di te (cf 1 Pt 5,7) , ti procurerà i mezzi necessari per avanzare nella perfezione. Non è mai stato deluso nessuno che si sia abbandonato alla divina Provvidenza.

Certe povere donne a cui è morto il marito credono sempre che la loro sciagura sia più grande di quella altrui. Lo stesso succede a chi è afflitto spiritualmente. Disgusto, aridità, ripugnanza per il bene, tedio sono le prove che sperimentano i più progrediti. Costoro assomigliano ad Andrea quando disse a Gesù: C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos ‘è questo per tanto gente? . Ahimè – gemono questi afflitti, in preda all’aridità interiore – posso sì valermi di libri sostanziosi, di una buona predica, ho tempo per pregare, persino talvolta il cuore si accende d’affetto. Ma che è mai tutto ciò?

Stranezze della mente umana! Che vorresti di più? Che Dio ti mandi un angelo a consolarti? Non lo farà, perché non hai ancora digiunato vari giorni per seguirlo nel deserto e sul monte della perfezione. Vi giungerai se ti dimentichi, lasci a Dio la cura di consolarti come piacerà a lui, preoccupandoti soltanto di una cosa: ascoltare la sua Parola.

Cosi faceva la moltitudine dì cui ci parla oggi il vangelo.

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(commento anonimo) - 15/04/2011 13.13.39
NN HO CAPITO

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